Vita e Opere di Ron Leifer, MD

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«Dall’Aceto Al Miele»
di Ron Leifer

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Info su Questo Sito

Questo sito è stato creato e viene gestito da Tristano Ajmone come tributo a Ron Leifer per la sua duratura battaglia contro la coercizione psichiatrica e per la sua dedizione ad un approccio compassionevole ai problemi esistenziali. Questo sito è gestito a titolo di servizio gratuito e non ha fini commerciali e, anche se promuove i libri scritti da Ron Leifer, che possono essere acquistati online, il sito e Tristano Ajmone non sono conivolti in alcuna transazione commerciale, né direttamente né indirettamente.

Info su Tristano Ajmone

Tristano Ajmone & Mr. NickyMi chiamo Tristano Jonathan Ajmone, sono nato in Gran Bretagna (1971) e cresciuto e vissuto per gran parte della mia vita in Italia. Sono un informatico programmatore, ed uno sviluppatore web e grafico. A destra, potete vedere una foto di me e Mr. Nicky, il mio fedele amico a quattro zampe.

Sono un sopravvisuto alla psichiatria. Ho passato più di 5 anni di fila tra carcere e psichiatria forense ed ho visto il fondo della crudeltà e violenza psichiatrica. Ma la mia disavventura psichiatrica iniziò molti anni prima, nell’adoloscenza, quando il sistema psichiatrico si intromise nella mia vita, allontanandomi dai genitori per affidarmi ad una comunità. Il motivo? Il tribunale dei minori considerava la mia turbolescenza adolescienziale un problema di «natura medico-psichiatrica», anziché la consequenza del crescere in quartiere degradato nelle periferie di una città industriale.

Mia madre, che era inglese, fu anch’ella oggetto di «attenzioni» psichiatriche per gran parte della sua vita — il suo primo ricovero coatto ed elettroshock risalgono a quando aveva 13 anni soltanto. Sperando di liberarsi dalle grinfie della psichiatria, quando si trasferì in Italia, finì per trovare soltanto il medesimo tipo di psichiatria in un paese differente. Alla fine, quando avevo 21 anni, non ne poté più di una vita di repressione, emarginazione e stigma, e scelse di porre fine alla sua vita.

La creazione e gestione di questo sito fa parte della mia dedizione alla battaglia contro la psichiatria coercitiva. Entrai in contatto con gli illuminanti scritti di Thomas Szasz quando ero ancora incarcerato in ospedale psichiatrico giudiziario (OPG). Attraverso gli scritti di Thomas Szasz compresi la situazione in cui mi trovavo incastrato, la natura del controllo sociale del sistema psichiatrico e, soprattutto, il valore della libertà e del libertarianesimo.

Per me fu una scoperta di vitale importanza. Per quanto erro afflitto — non avevo un fine-pena stabilito, dovevo restare incarcerato «fino a quando guarito» — avevo quasi perso la speranza e la volontà di riconquistarmi la libertà e sopravvivere. L’idea che alcune persone, di elevato status sociale ed accademico, stessero levando voci di protesta contro la tirannia psichiatrica mi conferì la forza e la speranza che le cose potessero un giorno cambiare.

Quando finalmente fui scarcerato dal sistema psichiatrico (nel 2003), accettai con fervore la presidenza dell’OISM (Osservatorio Italiano Salute Mentale), un’associazione dedicata alla critica della psichiatria. Nel corso del tempo ottenni il sostegno di molti accademici critici della psichiatria, i quali accettarono di divenire soci onorari dell’OISM:

  • Thomas Szasz, Professor Emeritus (1921-2013)
  • Fred Baughman, MD
  • Giorgio Antonucci. MD
  • Loren Mosher, MD (1933-2004)
  • Mariano Loiacono, MD
  • Claudio Ajmone, Dott.

Uno dei primi obiettivi che mi posi da presidente dell’OISM fu la traduzione in italiano del video «Il Tribunale Foucault sullo Stato della Psichiatria». Fu in quella occasione che mi imbattei per la prima volta in Ron Leifer: eccolo lì, nel documentario, che ruggiva come un leone contro il sistema psichiatrico ed in difesa delle sue vittime. Fui colpito dalla sua passionalità e dalla chiarezza della sua visione, dal modo in cui affrontava la questione psichiatrica andandola a colpire direttamente nel cuore, senza esitazioni.

Mi è difficile esprimere la gratitudine che provo verso tutte quelle persone che si sono levate coraggiosamente contro il sistema psichiatrico, specialmente quelle all’interno della professione psichiatrica stessa — e che dovettero affrontare una dura opposizione da parte dei loro colleghi. Mosso da questo senso di gratitudine, ho deciso di creare questo sito come tributo a Ron Leifer, alla sua incredibile vita spesa contro la repressione psichiatrica e a promuovere un approccio compassionevole alla sofferenza esistenziale, grazie al quale ha mostrato una via di uscita a quelle persone che si ritrovano intrappolate nel sistema psichiatrico e/o nella propria sofferenza.

Sono stato amico di Thomas Szasz fino alla fine della sua vita. Ci tenevamo in contatto, e il minimo che possa dire di lui è che, come Leifer, era una persona coerente con i valori che promuoveva — non snobbava i sopravvissuti psichiatrici, a differenza di molte persone «benpensanti» di questa nostra società orwelliana. Thomas Szasz e Ron Leifer sono tra le persone più stupende che abbia incontrato nella mia vita: poche persone valorizzano altrettanto la libertà, l’autonomia individuale, e la giustizia tra gli uomini. La loro vita costituisce un esempio di come degli accademici di onestà intelettuale possano consacrare la propria vita a denunciare le verità scomode che sono nascoste in bella vista — se lo vogliono, se sono pronti a rinunciare alla gratificazione del mainstream in cambio del perseguimento della verità e della giustizia.

Ron Leifer ha dedicato oltre cinquantanni della propria vita alla causa della libertà e della giustizia — oltre mezzo secolo.

Creando questo sito ho adempiuto solo in minima parte al mio dovere di gratitudine verso Ron. La sua vita e le sue opere dovrebbero essere promosse e diffuse il più possibile, affinché gli impetuosi flussi e riflussi della nostra società materialistica non le condannino all’oblio. Vivere una vita controccorente non è un compito facile, e il dott. Leifer è stato boicottato per molti anni dalla psichiatria ufficiale, la sua vita e la sua carriera sono state sabotate da un mondo accademico egoista che non aveva il coraggio di confrantarsi con le sue idee, e che poteva reagire solo screditando la sua persona.

Anche se il sito dell’OISM è stato chiuso per diversi anni ormai — gestirlo era diventato un compito troppo gravoso per me —, non posso voltare le spalle a quelle persone verso cui sono debitore per aver ritrovato la speranza quando mi sentivo disperato e la vita era tetra. Se non fosse per persone come Szasz e Leifer, potrei non essere sopravvissuto alla psichiatria.

Grazie di cuore Ron,

Tristano Jonathan Ajmone,
Torino, 19 giugno 2013.

È possibile contattare Tristano Ajmone a questo indirizzo email: <cliccami-per-email>